Metodo Kairos

Il metodo

Ciò che ci dovrebbe colpire al nostro ingresso è la semplicità con cui riusciamo a riconoscere un dato luogo come adibito all’insegnamento. E’ come usare la macchina del tempo: se noi entrassimo in un’aula scolastica del 1880 non avremmo nessuna difficoltà a riconoscerla come tale, e nemmeno avremmo problemi a riconoscerne le suppellettili: banchi, cattedra, lavagna. Le aule scolastiche sono rimaste immutate, sappiamo bene come usarle, indipendentemente dal lasso spazio/tempo che ci siamo dati. Certo, la lavagna adesso è una LIM (ma non sempre), banchi e sedie erano di legno, e ora sono di plastica o di alluminio (ma non dappertutto). Tuttavia sappiamo bene dove possiamo e dobbiamo posizionarci, dove si collocano gli studenti e dove i docenti, in poche parole la troviamo familiare.

Abbiamo cambiato tutto delle nostre vite nel corso dei secoli, ci siamo modernizzati nel lavoro, nel tempo libero, nell’ urbanizzazione, nei trasporti, ma non abbiamo cambiato niente in aula d’insegnamento rispetto a una risalente al 1880, e così anche la trasmissione della conoscenza è rimasta ferma a una costruzione vecchia di oltre un secolo. Questo è il primo motivo per cui la trasmissione della conoscenza negli ultimi anni è stata così deficitaria, fino ad arrivare a un tasso di insuccesso scolastico altissimo. Oltre a bocciare il 30% degli studenti entro i 18 anni, non ci si è dotati di strumenti aggiornati per formare nemmeno i rimanenti, arrivando al paradosso di costruire degli adulti un 40% di analfabeti funzionali.

Ripensare l’insegnamento: il metodo Kairos

Lo sviluppo del metodo Kairos è partito dal delineare una precisa e strutturata metodologia per l’apprendimento e per la didattica, basata su due punti fermi: la conoscenza delle modalità di trasmissione della scienza e della conoscenza nella storia e l’imprescindibile sviluppo delle neuroscienze negli ultimi 20 anni. Da questi due capisaldi si è costruita una metodologia che, per quanto riguarda l’apprendimento, quindi l’uso del metodo Kairos da parte degli studenti, consente di imparare tecniche di studio personalizzate, sviluppate sia attraverso la storia della comunicazione scientifica, con le diverse modalità di trasmissione della conoscenza che l’umanità ha sperimentato nel suo cammino, sia attraverso le neuroscienze, quindi con la conoscenza di come funziona il nostro cervello. In questo modo è possibile delineare la modalità migliore di studio e apprendimento per ciascuno studente, con tecniche di studio allo stesso tempo personalizzate e formalizzate, in una sorta di continua riprogrammazione dell’apprendimento.

Questo meccanismo deve ovviamente passare per una profilazione personale dei singoli utenti e rappresenta la caratteristica principale del metodo Kairos. Nel metodo Kairos la trasmissione della conoscenza si basa in primo luogo sulle necessità epistemologiche della singola disciplina, modificando l’approccio di trasmissione sia per materia (storia, italiano, matematica, geometria etc…) sia per modalità con cui lo studente si approccia al sapere (questo lo spiegheremo più avanti) e in secondo luogo sulle nuove possibilità che la tecnologia ci mette a disposizione, partendo dalla riflessione di Herbert Marshall McLuhan secondo cui “il mezzo influisce sul contenuto”.

Il medium ottimizzato, cosa cambia nel metodo Kairos.

Il medium, ossia il mezzo, secondo McLuhan, è tutto ciò da cui si origina un cambiamento, questo vale per ogni strumento, dal più semplice al più complesso.

Nell’ età contemporanea la nostra mente naviga in un mare denso di informazioni e ovviamente gli studenti vivono questo tipo di esperienza senza avere paradigmi di comprensione alternativi, è quindi proprio per le nuove generazioni che dobbiamo trovare la trasmissione della conoscenza più adatta e opportuna per l’era digitale. La tecnologia costituisce, perciò, un medium, un’estensione e un potenziamento delle facoltà umane, che, sempre secondo McLuhan, genera un messaggio che retro-agisce con i messaggi dei media già esistenti in un dato momento storico, sviluppando un sistema complesso che noi definiamo ambiente sociale. Oggi il meccanismo è cambiato ulteriormente, forse in forme più evidenti, perché l’evoluzione tecnologica è più netta e alla portata di tutti, e ha creato e sta creando un sistema di comunicazione con importanti conseguenze sullo studio e sulla conoscenza.

Il metodo Kairos riparte da queste nozioni, in parte, per costruire un sistema di comunicazione che applichi un insegnamento in linea con i tempi e gli strumenti attuali, e allo stesso tempo ha l’ambizione di costruire, in parallelo, gli anticorpi intellettuali adatti a evitare di cadere in uno stato ipnotico rispetto ai mezzi, controllando quanto più possibile la tecnologia dall’ esterno, identificando con chiarezza i principi sottostanti e le linee di forza che esercita. La costruzione di questa nuova forma mentis, rispetto al canonico metodo di studio usato a scuola, tanto più che la scuola non insegna nessun metodo di studio. Va inoltre sottolineato che oggi non esistono altre proposte di metodo di studio e quelle che vengono, alle volte, spacciate come metodologie di studio sono più tecniche relative a particolari abilità che si cerca di far sviluppare allo studente, ma che non hanno nessun fondamento dal punto di vista scientifico. In termini metodologici le attuali strategie di aiuto allo studio sono l’equivalente di palliativi, curano il sintomo e non la malattia, soprattutto non sono utilizzabili da tutti, perché il metodo di studio deve in primo luogo porsi il tema delle competenze e delle esperienze diversificate degli studenti.

Crescita del metodo KAIROS
5000 studenti e 1000 docenti